Alcuni elementi chiave emersi dalla ricerca:
· Non decolla la dinamica di ripresa degli investimenti: ancora un manager su due lascia i budget invariati rispetto al 2009 (e quindi bassi), e ben il 30% decide di tagliarli ulteriormente, mentre solo il 16% ha deciso di aumentarli.
· Tra i big spender (sopra il milione di euro) spicca la Pubblica Amministrazione, con il 45% che stanzia più di un milione di euro, mentre si confermano grossi investitori i settori auto (20% di big spender), energia/utility (20%) e banche assicurazioni finanziarie (11%).
· Tra coloro che tagliano di più si segnalano le telecomunicazioni (taglia una su due) e l’industria produttiva tradizionale (taglia il 35%), mentre tra i settori in ripresa spicca quello chimico/farmaceutico (con il 26,5% dei rispondenti che dichiara un budget più consistente del 2009), le auto (con il 26,3%) e la GDO (con un 22,7%).
· Per ridurre i costi, ma anche per una accresciuta competenza nell’utilizzo degli eventi, aumenta la quota di aziende, ben il 70,9%, che tengono in mano l’organizzazione dell’evento, coordinando una serie di fornitori, a scapito però di originalità e creatività degli eventi.
· Quando ricorrono alle agenzie, tuttavia, le aziende sono soddisfatte del servizio, nel 70,5% dei casi, soprattutto in riferimento alla competenza e al rapporto costo/servizio. Forse perché, per la scelta dell’agenzia, in un caso su due ci si affida a un’agenzia già nota oppure, nel 53,7% dei casi (il primo metodo per la selezione), si indice una gara.
· Cresce la portata dell’evento in termini di comunicazione, come si deduce dai servizi richiesti: le aziende mettono al primo posto la comunicazione (immagine coordinata, ufficio stampa e grafica) (33,4%), che precede gli aspetti logistici (biglietteria e prenotazione alberghiera con il 31,3% e servizi tecnici con 28,8%).
· Si conferma la centralità dell’evento come strumento di comunicazione interna, i meeting interni restano al primo posto fra le tipologie di eventi, realizzati dal 73,4% delle aziende, e vengono usati sempre più spesso, dato che più della metà (il 56,6%) ne organizzerà più di cinque (+ 16,3% rispetto al 2009). Prevale in ogni caso la componente funzionale, dato che cresce, di ben il 26,6%, il ricorso alla sede aziendale (56,1.
· In crescita anche le convention, realizzate dal 56,3% (+3,7% rispetto al 2009), utilizzate soprattutto da banche, assicurazioni e società finanziarie, industria meccanica e aziende chimico-farmaceutiche. Tra i servizi richiesti alle agenzie, al primo posto spicca la parte relativa alla comunicazione (con il 42,2%), mentre per le sedi calano gli alberghi del 17,5% e crescono location per eventi (al 22,5%), e dimore storiche (al 16,8).
· Cresce la confidenza verso gli eventi speciali che restano al secondo posto (con il 57,3%) e vedono un generale aumento proporzionato di tutti i format. Tra le aziende che vi investono di più, si segnalano la P. A. (il 92% ne organizza almeno uno) –soprattutto manifestazioni di piazza, mostre ed eventi sportivi–, l’abbigliamento (vi ricorre il 91%) –in particolare party e serate a tema e promozioni sul punto vendita–, le aziende energetiche e di public utilities (91%) –che organizzano cene per i dipendenti e roadshow.
· Interessanti i dati scorporati per categorie merceologiche sui congressi e convegni, organizzati in media da un’azienda su tre ma con indici molto differenziati. Mentre abbigliamento, GDO, e auto, non vi ricorrono quasi affatto, ci sono alcune categorie come le aziende chimiche e farmaceutiche, le TLC, la P.A. e le public utilities, che le usano con percentuali che arrivano quasi al 60%.
· In lieve ripresa i viaggi incentive, che restano la tipologia meno utilizzata dalle aziende, con il 28,1% (+1,5% rispetto al 2009). Per uscire dell’impasse del taglio dei budget, aumenta dell’8,8% la quota di aziende che realizza viaggi brevi, entro i tre giorni (il 32,7%), tipicamente secondo la formula del weekend (a Londra, Istanbul e in Egitto), anche se la maggioranza, il 38,2%, realizza ancora viaggi sopra i cinque giorni (ma in discesa del 9,6%) privilegiando Sudafrica, Sud America e Stati Uniti.
· Guardando infine alle sedi scelte in media per gli eventi, notiamo quest’anno un calo degli alberghi (56,6%), che restano la prima voce, ma a più breve distanza dai competitor. Mentre, a parte la crescita della sede aziendale, si diversificano le tipologie, con spazio a quelle più originali, –dimora storica (17,8%, con un +7,8%), location per eventi (14,7%, +4,7%), teatri e musei (5,7%) o autodromi– o più legate all’aspetto commerciale come punti vendita (5,2%) e temporary shop (1,1%).
Un post di Anna Mocchi, Direttore di “Convegni”.